Ritratto che illustra la qualità della pelle e l’invecchiamento cutaneo

PERCHÉ LE INIEZIONI DI COLLAGENE SONO SCOMPARSE?

Ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2026

Le iniezioni di collagene sono state a lungo utilizzate per riempire le rughe e ripristinare alcuni volumi del viso. Il loro abbandono si spiega principalmente con una durata d’azione relativamente breve, il rischio di reazioni di ipersensibilità con il collagene di origine animale e l’arrivo di prodotti di riempimento più performanti. L’acido ialuronico ha progressivamente preso il loro posto grazie alla sua versatilità, alla bassa immunogenicità e a risultati generalmente più duraturi.

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Le iniezioni di collagene: i primi prodotti di riempimento delle rughe

Prima dell’utilizzo dell’acido ialuronico, il collagene iniettabile occupava un posto importante nel trattamento delle rughe.
Il collagene è una proteina strutturale naturalmente presente nella pelle. Contribuisce in particolare alla sua resistenza, alla sua compattezza e all’organizzazione della matrice extracellulare. Con l’invecchiamento, la sua produzione e il suo rinnovamento diminuiscono progressivamente, contribuendo alla perdita di densità cutanea e alla comparsa delle rughe.
L’idea di iniettare direttamente collagene nella pelle era quindi logica: apportare un prodotto capace di correggere immediatamente una depressione o una ruga.
Il collagene bovino è stato il primo prodotto di riempimento iniettabile approvato dalla FDA per la correzione estetica dei tessuti molli. Zyderm è stato autorizzato negli Stati Uniti nel 1981. Successivamente sono state sviluppate altre formulazioni, in particolare Zyplast. Per diversi anni questi prodotti hanno costituito un riferimento nel campo dei filler iniettabili.
Venivano utilizzati principalmente per le rughe superficiali, i solchi e alcune cicatrici depresse.

Perché il collagene bovino iniettabile poneva un problema di allergia?

Il principale svantaggio del collagene bovino era la sua origine animale.
Anche se la sua struttura è simile a quella del collagene umano, non è identica. Il sistema immunitario può quindi identificare alcune proteine come estranee e innescare una reazione di ipersensibilità.
Gli studi storici riportavano reazioni di ipersensibilità in una minoranza di pazienti. Le reazioni locali ritardate potevano manifestarsi in particolare con rossore, edema, prurito o indurimento.
Per ridurre questo rischio, occorreva eseguire un test cutaneo prima del trattamento. Alcune procedure raccomandavano persino due test consecutivi distanziati di diverse settimane.
Questo vincolo costituiva uno svantaggio importante: a differenza di un’iniezione eseguibile dopo una valutazione medica durante una visita dedicata, il trattamento doveva essere preceduto da un periodo di screening allergologico.
Un test cutaneo negativo, tuttavia, non permetteva di escludere completamente una reazione successiva.
L’arrivo di prodotti con un’immunogenicità inferiore ha quindi ridotto considerevolmente l’interesse pratico del collagene bovino.

Le iniezioni di collagene avevano una durata d’azione troppo breve?

La durata del risultato costituiva il loro secondo punto debole.
Una volta iniettato, il collagene veniva progressivamente degradato dall’organismo. A seconda delle formulazioni, delle zone trattate e degli studi, la durata clinica era variabile, ma le vecchie formulazioni di collagene umano o bovino producevano generalmente una correzione di pochi mesi.
La FDA indica oggi una durata approssimativa di due-tre mesi per i filler costituiti da collagene puro di origine animale o umana.
Questa durata relativamente breve comportava iniezioni ripetute per mantenere il risultato.
Per il paziente significava più sedute, un costo cumulativo maggiore e una correzione meno duratura.
Lo sviluppo dei gel di acido ialuronico ha modificato profondamente questa situazione: i processi di reticolazione permettono di rallentarne la degradazione e ottenere prodotti adatti a indicazioni molto diverse.

Perché l’acido ialuronico ha sostituito il collagene iniettabile?

L’acido ialuronico presentava diverse caratteristiche particolarmente interessanti per le iniezioni del viso.
È un polisaccaride naturalmente presente nella matrice extracellulare. La sua struttura molecolare è molto conservata tra le specie, il che spiega il suo basso potenziale immunogeno rispetto al collagene bovino.
I prodotti attuali sono generalmente ottenuti mediante fermentazione batterica e poi modificati, in particolare tramite reticolazione, per controllarne le proprietà fisiche e la durata della permanenza nei tessuti.
L’interesse non risiede tuttavia soltanto in una migliore tollerabilità.
I diversi gel di acido ialuronico possono presentare proprietà reologiche molto differenti. Il medico può quindi scegliere un prodotto in base all’obiettivo desiderato: correzione di una depressione, ripristino di un volume, proiezione, sostegno di una struttura o miglioramento di alcune caratteristiche cutanee.
Questa versatilità ha accompagnato un’evoluzione più generale della medicina estetica.
L’obiettivo non è più semplicemente «riempire una ruga». L’analisi moderna dell’invecchiamento del viso considera le modifiche della pelle, ma anche quelle dei compartimenti adiposi, delle strutture di sostegno e dei volumi del viso.
Un prodotto di riempimento doveva quindi poter rispondere a diversi vincoli anatomici e meccanici. L’acido ialuronico si è rivelato molto più versatile dei vecchi collageni iniettabili.

Il collagene umano ha permesso di evitare le allergie?

Successivamente sono stati sviluppati prodotti costituiti da collagene umano per ridurre i problemi immunologici associati al collagene bovino.
CosmoDerm e CosmoPlast, ad esempio, sono stati approvati negli Stati Uniti nel 2003. Il loro principale vantaggio era non richiedere più gli stessi test allergologici preliminari.
Questo non è tuttavia bastato a invertire l’evoluzione del mercato.
Nello stesso periodo, i filler a base di acido ialuronico si sviluppavano rapidamente. Offrivano una durata della correzione generalmente superiore e una gamma di proprietà che consentiva di trattare più indicazioni.
Il problema dei vecchi filler di collagene non si limitava quindi all’allergia: anche dopo la riduzione di questo rischio, il loro interesse clinico rimaneva limitato rispetto alle nuove possibilità offerte dall’acido ialuronico.

Le iniezioni di collagene erano pericolose?

Le iniezioni di collagene non sono state abbandonate soltanto perché erano «pericolose».
I prodotti di collagene bovino sono stati utilizzati in un gran numero di pazienti per diversi decenni. Avevano indicazioni riconosciute e potevano dare buoni risultati quando venivano utilizzati correttamente.
Presentavano tuttavia rischi specifici, in particolare le reazioni di ipersensibilità.
Come con gli altri prodotti di riempimento iniettabili, potevano inoltre verificarsi complicanze infiammatorie o granulomatose. Le iniezioni di filler comportano peraltro rischi direttamente legati alla procedura, indipendentemente dal prodotto.
L’evoluzione verso l’acido ialuronico corrisponde quindi più a un miglioramento del rapporto tra efficacia, durata, versatilità e vincoli che all’abbandono improvviso di una tecnica considerata pericolosa.

Si può ancora iniettare collagene oggi?

Occorre distinguere due concetti spesso confusi: iniettare collagene come prodotto di riempimento e stimolare la produzione di collagene da parte della pelle.
I vecchi filler costituiti direttamente da collagene bovino o umano sono in gran parte scomparsi dalla comune pratica estetica. A titolo di esempio, la FDA indica che l’autorizzazione statunitense di Zyderm è stata ritirata nel 2011.
Il collagene rimane però un obiettivo fondamentale dei trattamenti estetici.
Una parte importante delle tecniche attuali cerca di stimolare la sintesi di nuovo collagene da parte dei fibroblasti anziché iniettare direttamente questa proteina.
È un cambiamento fondamentale di strategia.

Iniettare collagene e stimolare la sintesi di collagene: qual è la differenza?

L’iniezione di collagene e la stimolazione della sua produzione da parte dell’organismo si basano su due meccanismi diversi. I vecchi prodotti di riempimento a base di collagene apportavano direttamente collagene nei tessuti per correggere una ruga o una depressione. L’effetto era visibile rapidamente, poi diminuiva progressivamente man mano che il prodotto veniva degradato dall’organismo.
I trattamenti biostimolanti non apportano direttamente collagene. Stimolano l’attività dei fibroblasti e favoriscono progressivamente la sintesi di nuovo collagene nei tessuti. È in particolare il principio di alcuni induttori di collagene iniettabili. Altri trattamenti, come alcuni laser o dispositivi che utilizzano energia termica, innescano un processo di rimodellamento tissutale che può favorire anch’esso la neocollagenesi.
La loro azione è quindi progressiva: il miglioramento compare nel corso delle settimane o dei mesi, man mano che i tessuti si rimodellano. Un trattamento che stimola la produzione di collagene non deve quindi essere confuso con un’iniezione di collagene.

Quali trattamenti stimolano oggi la produzione di collagene?

Si possono proporre diversi approcci in base all’indicazione.
Gli induttori di collagene iniettabili, come l’acido poli-L-lattico, innescano progressivamente una risposta tissutale che porta alla neocollagenesi. Vengono utilizzati in particolare quando l’obiettivo è migliorare progressivamente alcune perdite di volume e la qualità della pelle.
I laser frazionati utilizzano un altro meccanismo. Creano zone microscopiche di ablazione che innescano un processo di riparazione cutanea e un rimodellamento del collagene.
Alcune tecnologie che utilizzano energia termica, in particolare la radiofrequenza, cercano anch’esse di provocare un rimodellamento dermico e una stimolazione progressiva della matrice extracellulare.
Questi trattamenti non sono intercambiabili. La scelta dipende dalla qualità della pelle, dall’età, dalla zona interessata, dall’entità del rilassamento e dal risultato desiderato.

Acido ialuronico o stimolazione del collagene: come scegliere?

I due approcci non perseguono esattamente lo stesso obiettivo.
L’acido ialuronico è particolarmente adatto quando è necessaria una correzione strutturale o volumetrica precisa. Può essere utilizzato per ripristinare alcuni volumi, sostenere una zona anatomica (tecnica di lifting medico) o modificare alcune proporzioni del viso.
Un induttore di collagene risponde maggiormente a una logica di stimolazione progressiva dei tessuti. Il risultato compare generalmente più lentamente e dipende dalla risposta biologica del paziente.
In alcune situazioni, i due approcci possono essere complementari.
Una perdita di volume localizzata non deve quindi portare automaticamente a una stimolazione della sintesi di collagene, così come un’alterazione diffusa della qualità cutanea non giustifica necessariamente l’iniezione di un prodotto di riempimento.
L’analisi del viso permette di determinare ciò che dipende principalmente da una perdita di volume, da una modifica strutturale, da una diminuzione della qualità cutanea o dall’associazione di più meccanismi.

Perché si parla di nuovo così tanto di collagene in medicina estetica?

La parola «collagene» è oggi onnipresente, ma non indica lo stesso tipo di trattamento degli anni 1980 e 1990.
A quell’epoca, il collagene era considerato principalmente un prodotto iniettabile destinato al riempimento.
Oggi l’obiettivo è più spesso preservare, rimodellare o stimolare la sintesi del collagene naturalmente presente nei tessuti.
Questa evoluzione accompagna una concezione diversa dell’invecchiamento del viso. Anziché correggere ogni ruga isolatamente, la presa in carico può cercare di migliorare la qualità della pelle, ripristinare alcune strutture e rispettare le proporzioni naturali del viso.
Il collagene non è quindi scomparso dalla medicina estetica. È il modo di utilizzarlo che è cambiato.

Perché i vecchi filler di collagene sono infine scomparsi?

I vecchi filler di collagene cumulavano diversi limiti: durata relativamente breve, necessità di ripetere frequentemente i trattamenti e, per il collagene bovino, rischio di ipersensibilità che richiedeva test preliminari.
Parallelamente, l’acido ialuronico ha apportato una soluzione più versatile, poco immunogena e più duratura. I progressi nella formulazione dei gel hanno poi consentito di sviluppare prodotti con caratteristiche differenti a seconda dei tessuti e delle indicazioni.
Le iniezioni di collagene non sono quindi state abbandonate perché erano inefficaci. Sono state soprattutto superate da tecnologie che offrivano un compromesso migliore tra sicurezza, semplicità di utilizzo, precisione e durata del risultato.
A Ginevra, la scelta di un trattamento non si basa soltanto sul prodotto utilizzato. Un’analisi medica del viso permette di identificare l’origine della modifica osservata e determinare se l’indicazione richieda un prodotto di riempimento, una stimolazione della sintesi di collagene, un trattamento della pelle o una combinazione di più tecniche.

Dott.ssa Valeria Romano

Articolo scritto dalla Dott.ssa Valeria Romano

La Dott.ssa Valeria Romano accompagna ogni paziente con un approccio globale all’estetica del viso, del corpo, dell’intimità e alla qualità della pelle e dei capelli. Ogni trattamento si basa su un’analisi medica personalizzata.

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