Che cos’è il plasma ricco di piastrine?
Il PRP è un concentrato di piastrine ottenuto dal sangue del paziente.
Si esegue innanzitutto un prelievo di sangue, che viene poi centrifugato per separarne i diversi componenti. La frazione ricca di piastrine viene quindi recuperata per essere iniettata.
Il PRP è quindi un prodotto autologo, perché proviene direttamente dal paziente. Non contiene alcun filler destinato a creare volume.
Perché si parla di iniezioni di fattori di crescita?
Le piastrine contengono proteine chiamate fattori di crescita, che rilasciano quando vengono attivate.
Tra queste molecole figurano in particolare il PDGF, il TGF-β e il VEGF. Intervengono in diversi meccanismi di riparazione dei tessuti, comunicazione cellulare e rimodellamento della matrice extracellulare.
Il principio del PRP non consiste quindi nell’iniettare direttamente collagene nella pelle, ma nell’apportare piastrine che rilasciano localmente i propri fattori di crescita.
Come agisce il PRP sulla pelle del viso?
Il PRP mira a stimolare i meccanismi naturali di riparazione e rimodellamento della pelle.
I fattori di crescita rilasciati dalle piastrine agiscono in particolare sui fibroblasti, cellule che contribuiscono alla produzione di collagene e di altri componenti della matrice extracellulare.
L’obiettivo è quindi migliorare progressivamente alcune caratteristiche della pelle, in particolare la texture e l’aspetto generale. Il risultato non è immediato: dipende dalla risposta biologica dei tessuti.
Quali risultati ci si può aspettare dal PRP sul viso?
Il PRP può migliorare la qualità e la texture della pelle, ma i risultati variano secondo i pazienti e i protocolli utilizzati.
Gli studi disponibili hanno valutato in particolare la sua azione sulla texture, sull’elasticità, sulle rughette e sull’aspetto generale della pelle. I risultati sono incoraggianti, ma i metodi di preparazione e i protocolli utilizzati differiscono considerevolmente da uno studio all’altro.
Il PRP non deve quindi essere presentato come un trattamento capace, da solo, di ringiovanire globalmente il viso o cancellare tutte le rughe.
Il PRP può trattare le rughe?
Il PRP può migliorare alcune rughette legate alla qualità della pelle, ma non tratta tutte le rughe.
Le rughe d’espressione della fronte, della glabella o delle zampe di gallina sono provocate principalmente dalle contrazioni muscolari e richiedono maggiormente la tossina botulinica.
Le pieghe legate a una perdita di volume rispondono a un meccanismo diverso e possono richiedere iniezioni di acido ialuronico. Il PRP non apporta il volume necessario per correggere una guancia scavata, una valle delle lacrime o una perdita importante dei volumi del viso.
Il PRP può rassodare un viso rilassato?
No. Il PRP può migliorare la qualità e la compattezza della pelle, ma non corregge il rilassamento dei tessuti del viso.
La sua azione riguarda principalmente la pelle: può contribuire a migliorarne la texture, l’elasticità e la qualità generale. Questo effetto non deve tuttavia essere confuso con un effetto lifting.
Quando il rilassamento è responsabile di guance cadenti o di una perdita di definizione dell’ovale, il PRP non permette di sollevare i tessuti né di ripristinare i volumi che si sono spostati nel tempo.
Il PRP è quindi interessante per migliorare la pelle, ma non per correggere un viso rilassato.
Quali zone del viso possono essere trattate con PRP?
Il PRP può essere iniettato in diverse zone del viso, in particolare sulle guance, nel contorno occhi e, più in generale, nelle zone in cui si desidera migliorare la qualità della pelle.
La scelta delle zone dipende dallo spessore della pelle, dal suo stato e dall’obiettivo del trattamento. La tecnica di iniezione viene adattata a ciascuna zona.
Il PRP può quindi essere utilizzato in diverse parti del viso, ma non tutte le zone vengono trattate allo stesso modo.
Il PRP possiede inoltre altre indicazioni mediche, in particolare nel cuoio capelluto, ma l’obiettivo del trattamento è allora diverso.
Dopo quanto tempo si vede il risultato del PRP?
Il risultato del PRP compare progressivamente e non può essere valutato subito dopo le iniezioni.
I primi cambiamenti della qualità della pelle possono comparire nelle settimane successive. I meccanismi di rimodellamento tissutale proseguono poi progressivamente. Il risultato definitivo è visibile 3 mesi dopo la seduta.
L’aspetto osservato subito dopo la seduta non corrisponde quindi al risultato definitivo, in particolare a causa degli arrossamenti e del lieve gonfiore legati alle iniezioni.
PRP, Skinbooster o mesoterapia: quali differenze?
Il PRP, gli Skinbooster e la mesoterapia possono migliorare la qualità della pelle, ma la composizione e il meccanismo d’azione sono diversi.
Il PRP viene preparato dal sangue del paziente. Contiene piastrine che rilasciano fattori di crescita. Gli Skinbooster sono costituiti da acido ialuronico debolmente reticolato e agiscono principalmente sull’idratazione e sulla qualità della pelle. La mesoterapia consiste nell’iniettare superficialmente piccole quantità di prodotti che variano secondo il protocollo utilizzato.
La scelta tra PRP, Skinbooster e mesoterapia dipende quindi dal problema da trattare e dal risultato ricercato.
Il PRP e l’acido ialuronico hanno lo stesso ruolo?
No. Il PRP e l’acido ialuronico non agiscono allo stesso modo e rispondono a indicazioni diverse in medicina estetica.
L’acido ialuronico può essere utilizzato per riempire alcuni avvallamenti, ripristinare i volumi persi, ridisegnare i contorni del viso o eseguire alcune tecniche di lifting medico.
Il PRP non ha un’azione volumizzante. Viene utilizzato principalmente per migliorare la qualità della pelle e stimolare i meccanismi naturali di riparazione e rigenerazione dei tessuti.
La scelta tra PRP e acido ialuronico dipende quindi dall’obiettivo ricercato: migliorare la qualità cutanea oppure agire sui volumi e sui contorni del viso.
Il PRP è davvero efficace per ringiovanire la pelle?
Gli studi mostrano risultati incoraggianti, ma i dati scientifici rimangono insufficienti per affermare che il PRP produca un ringiovanimento facciale importante e riproducibile in tutti i pazienti.
Una delle principali difficoltà risiede nell’assenza di standardizzazione dei protocolli. La concentrazione di piastrine, il metodo di centrifugazione, la composizione del PRP, il numero di sedute e le tecniche di iniezione variano secondo gli studi.
I risultati pubblicati devono quindi essere interpretati con misura. Il PRP può migliorare alcuni parametri della qualità cutanea, ma non costituisce un trattamento universale dell’invecchiamento del viso.
Come capire se il PRP è adatto al proprio viso?
Il PRP viene preso in considerazione soprattutto quando l’obiettivo è migliorare la qualità della pelle senza apportare volume.
La visita permette di stabilire se il problema riguarda principalmente la pelle o se è legato a una perdita di volume, alle contrazioni muscolari, a macchie o al rilassamento dei tessuti.
A Ginevra, questa analisi permette di stabilire se il PRP del viso costituisce un’indicazione adeguata o se un altro trattamento risponde meglio al problema osservato. Il trattamento viene scelto in funzione del segno da correggere e non del trattamento che si desidera assolutamente eseguire.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Valeria Romano
La Dott.ssa Valeria Romano accompagna ogni paziente con un approccio globale all’estetica del viso, del corpo, dell’intimità e alla qualità della pelle e dei capelli. Ogni trattamento si basa su un’analisi medica personalizzata.
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